Come curare l’artrosi con l’alimentazione e la dieta a zona

  • 12/04/2021

L’artrosi è una malattia degenerativa che interessa la cartilagine articolare. Sono interessate un po’ tutte le articolazioni ma le più frequenti sono mani, anche, ginocchia, cervicale e lombare. Il paziente tipo è spesso una donna di circa 50 anni, obesa, spesso con problemi di diabete. Il progressivo assottigliamento della cartilagine articolare porterà alla formazione di un tessuto meno elastico, più rigido. 

A questo punto l’articolazione diventa più voluminosa, rigida, dolente, con mobilità ridotta. Lo stile di vita e la dieta, fattori indispensabili per un buono stato di salute, sono efficaci per prevenire l’insorgenza dell’artrosi e artriti. La prevenzione passa dalla correzione del peso con l’aumento dell’attività fisica. Se la glicemia è elevata (diabete) bisogna trattarla con dieta e terapia farmacologica. 

Ecco alcuni fattori che predispongono e aggravano l’artrosi: 

Diabete: in caso di presenza di diabete, nel liquido articolare, si accumulano delle sostanze tossiche infiammano la cartilagine articolare. 

Eccessivo carico: le articolazioni si deformano se sottoposte a carichi importanti legati al lavoro (piastrellisti) o all’attività sportiva (calciatori). 

Ereditarietà: chi ha precedenti familiari, soprattutto nel sesso femminile, si ammala quasi con regolarità di artrosi prevalente a ginocchia e mani. 

Età: la cartilagine di rivestimento delle articolazioni di assottiglia sempre più nel corso degli anni sino a scomparire. Quindi in questo caso è un fattore non modificabile. 

Malformazioni congenite, acquisite dopo traumi provocati da incidenti automobilistici o sul lavoro. 

Sovrappeso e obesità: il peso in eccesso usura le articolazioni da carico prima del tempo 

Il paziente artrosico si preoccupa spesso solo del dolore trascurando di correggere i fattori aggravanti la malattia. Al primo dolore non pratica alcuna attività fisica o non la sostituisce con altre compatibili. L’inattività è la prima causa responsabile della perdita massa muscolare e del tessuto osseo. E’ compito del medico specialista reumatologo informare ed educare il paziente. 

L’attuale alimentazione mediterranea, ricca di carboidrati raffinati e grassi saturi, è diventata un nemico delle articolazioni.  Ormai ci sono studi pubblicati che dimostrano su grandi numeri che l’incidenza delle malattie reumatiche si riduce se si conduce uno stile di vita e alimentazione più sana. Il merito è anche nel salvaguardare la salute del nostro intestino che, se è infiammato, avrà ripercussioni generali. In questi ultimi 10 anni sappiamo quanto esso si correla con le malattie reumatiche, la depressione, le malattie immunitarie, il diabete. 

Curare l’artrosi con l’alimentazione: la Dieta a Zona 

La dieta a Zona è un’alimentazione equilibrata e le calorie ad ogni pasto o spuntino devono essere composte da: 

• 40% dai Carboidrati – 30% dalle Proteine – 30% dai Grassi

Attualmente nella dieta Mediterranea le percentuali caloriche sono così rappresentate: 

• 65 % dai Carboidrati – 15 % dalle Proteine – 20 % dai Grassi 

Si abusa in carboidrati raffinati derivati da pasta, pane, biscotti, crackers, grissini, patatine, pasta, pizza. Sono cibi ricchi di zucchero che l’insulina trasforma in grasso. 

Gli errori alimentari più frequenti 

• Eccesso di carboidrati raffinati (pasta, pane) e grassi (burro, panna, lardo) 

• Insufficiente assunzione di cibi contenenti: Calcio, Ferro, Vitamina D, Proteine. 

• Alimentazione dissociata 

I benefici mangiando a Zona 

Applicando questo metodo si controllano gli ormoni dell’infiammazione e del peso per cui il paziente avrà i seguenti benefici:

• Scomparsa della stanchezza 

• Più energia fisica e mentale 

• Sonno più regolare 

• Digestione ed alvo regolari con scomparsa di gonfiori o acidità 

• Normalizzazione della glicemia, dei trigliceridi e del colesterolo (se sono aumentati) 

• Normalizzazione dei valori pressori se sei iperteso • Dimagrimento se in sovrappeso 

• Nei reumatici riduzione del dolore 

Il paziente artrosico, spesso anziano, ha bisogno di una corretta alimentazione che apporti tutti i nutrienti di cui ha bisogno. Vediamoli nel dettaglio. 

Carboidrati 

• I carboidrati, soprattutto se raffinati, non devono superare il 40% delle calorie giornaliere. Si evita così l’aumento dell’insulina, ormone che aggrava l’infiammazione presente. 

Proteine 

Bisogna aumentare il consumo di cibi che contengano proteine animali. Nel malato reumatico, nelle persona anziane, c’è un’accelerata perdita della massa e del tono muscolare, del tessuto osseo. 

Grassi 

Preferire cibi magri e ricchi di acidi Omega3 presenti: 

• Nell’olio d’oliva extravergine 

• Frutta secca 

• Pesce (acciughe, alici, sgombro, salmone). Consigliabile l’integrazione con integratori contenenti Omega3 ad alte dosi. 

Calcio 

Oltre che nel latte, il calcio è presente in alte concentrazioni negli: 

• Ortaggi 

• Legumi 

• Formaggi stagionati 

• Frutta secca, semi di lino, di chia, sesamo 

• Pesce 

Vitamina D 

Riscoperta in questi ultimi 10 anni per la sua attività: 

• Aumento dell’assorbimento del Calcio introdotto col cibo 

• La sua carenza predispone a malattie reumatiche 

• Rinforza il sistema immunitario 

È presente sulla pelle in forma inattiva. L’esposizione al sole l’attiva. La dose giornaliera sufficiente è di 400-600 UI al giorno.

Integratori

Aumentare l’introduzione degli omega3, antinfiammatori naturali, con integratori del commercio certificati che siano privi di tossici (mercurio, Diossina). Altri benefici dall’assunzione di Omega3: 

• Riduzione del rischio d’infarto del cuore 

• Riduzione della concentrazione di colesterolo e trigliceridi 

• Miglioramento dell’umore e nella prevenzione dell’Alzheimer 

Ferro 

Controllare periodicamente l’emocromo e il Ferro per escludere la presenza anemia da: 

• Perdite ematiche da farmaci antinfiammatori 

• Scarso appetito 

• Assorbimento ridotto 

• Infiammazione articolare 

Gli alimenti di origine animale che contengono ferro sono

• fegato e le frattaglie 

• carni, in particolare quella di tacchino 

• pesce 

• tuorlo d’uovo 

Gli alimenti di origine vegetale ferro sono

• legumi 

• funghi secchi 

• frutta secca (ad es. le albicocche secche) 

• cereali integrali (ad es. il riso) 

• farina di soia 

• verdure a foglia verde scuro (ad es. il crescione e il cavolo riccio) 

Nota: Il Ferro vegetale è assorbito un 20% in meno rispetto quello di origine animale. E’ consigliabile aumentare il consumo di cibo contenenti Vit C (arance, limone, kiwi) che aumentano l’assorbimento e la disponibilità del Ferro. 

Gli integratori 

Ecco alcuni integratori che anche nella mia pratica professionale si sono dimostrati di una certa efficacia per curare l’artrosi: 

Boswellia serrata è una pianta che produce una resina ricca di sostanze benefiche per l’organismo, usata in particolare per la cura degli stati infiammatori. In particolare la boswellia aiuterebbe a ridurre la sensazione di dolore e il gonfiore, migliorando la mobilità di arti e articolazioni.  I principi attivi contenuti nella boswellia ostacolano l’azione dell’enzima 5-lipossigenasi responsabile dei processi infiammatori. Una delle caratteristiche della boswellia, che la differenzia dai farmaci antinfiammatori tradizionali, è la sua compatibilità gastrointestinale che ne permette l’uso anche in pazienti con gastrite o coliti. 

• La Curcumina è una polvere di colore giallo che deriva dalla radice della pianta curcuma. Cresce in India e in Indonesia ed appartiene alla stessa famiglia dello zenzero. È un ingrediente caratteristico per il curry. Uno studio del 2006 ha dimostrato che la curcuma è più efficace nel prevenire l’infiammazione articolare che nel ridurre l’infiammazione delle articolazioni. Anche uno studio italiano pubblicato sulla rivista Alternative Medicine Review dimostra l’efficacia della sostanza nel ridurre il dolore e migliorare la mobilità nell’artrosi. In associazione con gli antinfiammatori ne ha ridotto il consumo di questi ultimi. 

Capsicina e artiglio del diavolo in alcuni soggetti, anche in pomata, si sono dimostrati efficaci per curare l’artrosi con l’alimentazione nelle artriti localizzate o edemi post-traumatici. 

• Buona l’azione del Ribes Nigrum insieme con la Vitis Idaea (vite del Canada) in grado di controllare l’infiammazione. Il Pino montano è valido per la sua azione rigeneratrice sul tessuto osseo e sulle cartilagini. Da assumere per alcuni mesi lontano dai pasti in poca acqua. 

Conclusioni 

La nutrizione non solo è importante ma in corso di malattie infiammatorie reumatiche croniche svolge un ruolo nella progressione della malattia e sul suo esito. E’ necessario valutare le abitudini alimentari e identificare eventuali segnali di “allarme” e al contempo fornire al paziente almeno alcune informazioni dietetiche di base.